Neoceratodus
forsteri
(Krefft, 1870) e i pesci polmonati
Nel mondo
esistono sei specie di pesci in grado di respirare ossigeno atmosferico
tramite una sorta di polmone primitivo, per questa loro caratteristica sono
noti con il nome di Pesci polmonati o Dipnoi (respirazione doppia). Quattro di
queste si trovano in Africa e sono rappresentate dal genere Protopterus, una in Sud America (Lepidosiren paradoxa), l’ultima è
esclusiva dell’Australia: il Neoceratodo o Neoceratodus
forsteri, studiato e descritto per la prima volta nel 1870 da Gerard Krefft
(1830–1881) zoologo tedesco e conservatore presso l’ Australian
Museum di Sydney.
Il Neoceratodo è una specie esclusiva del sud-est del
Queensland (Australia), dove vive in acque dolci stagnanti o a lento flusso.
E’
un pesce molto grande (lungh. 1,5
m –peso 40
kg), onnivoro: si nutre di girini, piccoli pesci,
crostacei, vermi, larve di insetti ma anche alghe e piante acquatiche. Quando,
durante i periodi di siccità, l’acqua inizia a scarseggiare oppure in frangenti
di grande stress, il Neoceratodo oltre a usare le branchie è in grado di
respirare ossigeno atmosferico. Riesce a
far ciò tramite il singolo polmone che
possiede, una sorta di sacca formatasi da un’evaginazione dell’apparato
digerente: ingurgita aria che finisce all’interno
di questo organo con funzioni
respiratorie. Questo pesce necessita sempre della presenza di una certa quantità d’acqua,
seppur modesta, non è in grado di sopravvivere a lunghi periodi di siccità come
fanno altri Dipnoi. La specie africana Protopterus annectens, ad esempio, è
nota per la sua capacità di scavare buche nel fango e secernere grandi quantità
di muco che, seccandosi, forma un guscio protettivo entro il quale, l’animale,
attraverserà la stagione secca.
Il Neoceratodo è una delle specie più antiche di pesci
tuttora esistente: per le caratteristiche morfologiche e anatomiche
praticamente invariate rispetto ai suoi antenati, vissuti oltre 100 milioni di
anni fa, è considerato un fossile vivente. Inoltre, insieme agli altri Dipnoi, rappresenta il parente vivente più prossimo ai
Vertebrati terrestri: sono molte le peculiarità strutturali e fisiologiche che
lo rendono affine agli Anfibi.
Un esemplare di Neoceratodus
forsteri è conservato presso il Museo di Storia Naturale dell’Università di
Parma. Per visionarlo e ricostruire la storia evolutiva dei Vertebrati, le
classi possono partecipare al nostro progetto "I Vertebrati dall'acqua alla terra al cielo" (maggiori dettagli sul nostro catalogo).